Zafferano: un toccasana per la salute mentale e fisica


Lo zafferano è una spezia che si ottiene dagli stigmi del fiore Crocus sativum Linnaeus, una pianta perenne della famiglia delle Iridaceae. La fioritura dello zafferano avviene tipicamente in ottobre-novembre, quando la temperatura scende intorno ai 12-13°C. Il fiore presenta un caratteristico colore che vira dal lilla chiaro al viola purpureo; all’interno della sua corolla si trovano tre stimmi di colore arancio o rosso vivo, che costituiscono lo zafferano propriamente detto, e due stimmi più corti, gialli che non hanno nessun potere colorante, aromatizzante, odoroso e quindi nessun valore commerciale. I fiori vengono raccolti a mano, uno per uno, vengono poi staccati gli stigmi dalla corolla che sono immediatamente sottoposti ad essiccazione.

Gli elementi chimici che conferiscono allo zafferano le sue specifiche proprietà organolettiche sono: crocetina, crocina (colore), picrocrocina (sapore) e safranale (odore). Queste quattro molecole derivano tutte da un unico precursore, il carotenoide zeaxantina. Nella spezia sono però presenti anche altri elementi chimici tra cui terpeni, licopene, alcaloidi, saponine e fitosteroli. Lo zafferano è altresì ricco di minerali e vitamine.

Composizione Chimica e valutazione nutrizionale
per 100 grammi di prodotto:
Acqua g 12
Fibre g 4
Proteine g 12
Carboidrati g 66
Grassi g 6
Minerali
Calcio mg 109
Fosforo mg 250
Sodio mg 148
Potassio mg 1724
Ferro mg 11
Magnesio mg 261
Manganese mg 28
Rame mg 0,3
Zinco mg 1
Selenio mcg 5,6
Vitamine
A mcg 27
B1 mg 0,1
B2 mg 0,2
B3 mg 1,5
B6 mg 1
C mg 81
Folati mcg 93

Secondo la medicina tradizionale lo zafferano è in grado di favorire il processo digestivo, sedare la tosse, ridurre la febbre, calmare il nervosismo e alleviare l’ansia e la depressione. E, in effetti, gli effetti farmacologici dello zafferano e dei suoi componenti attivi sono veramente numerosi e sono stati dimostrati in diversi studi.

Studi condotti sui ratti hanno indagato un possibile effetto antiossidante e cardioprotettivo della crocina. È stato inoltre dimostrato che l’estratto acquoso di zafferano ha un effetto ipotensivo, dovuto all’azione di crocina e, in particolare, di safranale. Altri studi eseguiti sui conigli, hanno messo in evidenza come la crocetina sia in grado di esplicare un’azione preventiva sull’aterosclerosi, inducendo molto probabilmente l’aumento dell’ossigenazione dei tessuti. Evidenze cliniche suggeriscono altresì che l’incidenza di malattie cardiovascolari è notevolmente inferiore nelle aree geografiche in cui lo zafferano è usato comunemente nella dieta quotidiana, grazie alla presenza nella spezia di antiossidanti e flavonoidi, in particolare di licopene. Sembrerebbe che lo zafferano esplichi il suo potenziale effetto antiossidante riducendo l’ossidazione delle lipoproteine.

L’estratto acquoso di zafferano può migliorare l’apprendimento e la memoria. Diversi studi confermano le proprietà benefiche della crocina sulla memoria e la capacità della spezia di contrastare gli effetti indotti da etanolo e acetaldeide sulla memoria. Inoltre, sono in corso diversi studi per dimostrare l’efficacia dello zafferano, grazie alle sue proprietà anticonvulsive, citotossiche ed antiamiloidi, nel rallentamento della progressione della malattia di Alzheimer e del morbo di Parkinson e nell’epilessia.

La ricerca biomedica ci suggerisce che lo zafferano possa essere usato come coadiuvante nella cura del disturbo depressivo maggiore, ma, in realtà, le proprietà antidepressive dello zafferano erano già state descritte dalla medicina tradizionale persiana. Studi recenti sembrano dunque confermare le doti di crocina e safranale nella risposta alla depressione, modulando rispettivamente l’assorbimento di dopamina, norepinefrina e di serotonina. Ulteriori studi, che permetteranno di valutare l’effetto antidepressivo e ansiolitico dello zafferano su larga scala e in maniera più completa, sono tuttora in corso.

Prove precliniche hanno dimostrato che alcuni carotenoidi contenuti nello zafferano, come crocina e crocetina, hanno potenti effetti antitumorali. In effetti tali composti hanno mostrato la capacità di interferire con lo sviluppo di vari tipi di cellule tumorali e di poterne indurre l’apoptosi in vitro, secondo diversi meccanismi di azione, molti dei quali non sono stati ancora chiariti. Inoltre, non va tralasciato l’effetto protettivo della spezia nei confronti di DNA, RNA e proteine, grazie all’azione antiossidante dei suoi carotenoidi. Mancano, tuttavia, studi che utilizzino la spezia nel suo insieme e, soprattutto, prove cliniche condotte sull’uomo che saranno sicuramente intraprese considerati gli incoraggianti dati preliminari ottenuti.

Lo zafferano è noto da secoli per avere proprietà afrodisiache. Tali proprietà, dovute in particolare alla crocina, sono state dimostrate nei ratti. I risultati di diversi studi hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo nella disfunzione erettile anche dopo trattamento a breve termine.
Un altro studio ha valutato la capacità dello zafferano di alleviare i sintomi della sindrome premestruale su donne di età compresa tra 20 e 45 anni con cicli mestruali regolari e con i sintomi caratteristici della sindrome da almeno 6 mesi. I risultati hanno indicato l’effetto positivo di C. sativus L. nell’alleviare i sintomi e nel regolare il ciclo mestruale in generale.

L’effetto ipoglicemizzante dello zafferano è già noto da alcuni decenni ma negli ultimi anni è stato visto che questa spezia non solo esercita azioni antidiabetiche ma protegge anche dal danno epatico indotto dal diabete mellito di tipo 2, come steatosi epatica non correlata a consumo di alcolici, sia in termini di istologia, quindi con la riduzione dell’accumulo di lipidi nel fegato, che di funzionalità epatica.

Lo zafferano, grazie alle proprietà antiossidanti di crocina e crocetina, può essere usato anche per donare lucentezza e schiarire la pelle, per ridurre le macchie solari, le occhiaie e l’acne. Non dimentichiamo inoltre che queste due molecole sono in grado di proteggere il DNA dai danni provocati dai raggi UV. 

E’ una spezia molto potente e può dare effetti collaterali anche importanti se consumata in quantità eccessiva (dose >1g). In realtà è abbastanza improbabile un consumo di un così elevato quantitativo della spezia se si considera che i prodotti in vendita non superano mai la dose critica.

In definitiva si può dire che lo zafferano è considerato sedativo, antidepressivo, decongestionante, antispasmodico, afrodisiaco, espettorante, diaforetico, ovvero facilita la sudorazione, emmenagogo, in quanto è in grado di stimolare l’afflusso di sangue nell’area pelvica e nell’utero, e, in alcuni casi, di favorire la mestruazione. Dunque, oltre ad essere un’ottima spezia da utilizzare in cucina, si rivela anche un eccellente rimedio terapeutico, in virtù delle diverse proprietà che possiede e che apportano benefici all’organismo: insomma un vero e proprio toccasana per la salute.

 

                                                          In foto, lo zafferano prodotto da Terra d’aromi, per info visitate il loro sito!

 

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