Cibo è salute


Breve storia della Rubrica che sarà

cibo è salute

Parlare di alimenti e alimentazione in generale può sembrare oggigiorno quasi ridondante, bombardati, come siamo, da continui richiami e spot volti a questo o quel cibo, a questo o quel comportamento che possano in 

qualche modo essere il nostro elisir di lunga vita. Ed ecco spuntare come funghi cibi bio, cibi vegan, supercibi, insomma come direbbero i latini: “unicuique suum”. In questo contesto, anche l’idea di una rubrica che parli di cibo può apparire, e lo è, cosa già nota. In effetti, la rete è piena di siti ricolmi di informazioni dove tutto è risaputo, dove ogni analisi è fatta, dove c’è sempre il consiglio giusto che orienta le nostre scelte quotidiane, ora in un senso, domani nell’altro. E chissà cosa succederà fra un mese.

 Lungi dal voler annoiare il lettore, vado al punto della questione o meglio di quella che voleva essere un’introduzione ad una rubrica che nasce con lo scopo di parlare di cibo e di buona alimentazione ma che diviene il luogo nel quale provare a gettare nella mischia spunti di riflessione su quello che è il nostro mondo, perché ormai appare piuttosto chiaro il fatto che è molto difficile parlare di buona alimentazione senza porre l’attenzione sull’ambiente in cui il cibo è prodotto, su ciò che ci circonda e perché no, anche sui nostri comportamenti, su cui ognuno di noi è chiamato a riflettere. Il buon cibo genera gioia ed è bello pensare che possiamo essere noi i fautori di tutto questo, gli agricoltori della bontà.

E come un buon agricoltore che pensa a preparare il terreno per la semina di ciò che domani sarà sulle nostre tavole, provo e proverò a seminare un po’ di curiosità su quello che potrà essere il percorso seguito.


A differenza del passato, in cui il problema primario per l’uomo era la quantità di cibo a disposizione, negli ultimi decenni, nei paesi tecnologicamente avanzati, il problema si è spostato verso la qualità della vita. Gli alimenti devono mantenere le proprietà qualitative, sensoriali e di freschezza, ma innanzitutto devono garantire le proprietà igienico sanitarie e nutrizionali fino al momento del consumo. In aggiunta, il consumatore desidera una qualità di prodotto costante nel tempo e indipendente dalla stagionalità delle produzioni agricole e delle annate. Oltre al ruolo primario di approvvigionamento di nutrienti per soddisfare le esigenze metaboliche, recenti studi indicano come l’alimentazione sembri assumere un ruolo sempre più importante nella modulazione di certi equilibri metabolici, utili nel mantenimento di un buono stato di salute. Inoltre, i fattori che influenzano in modo benefico gli equilibri fisiologici divengono centrali anche negli aspetti psicologici. Per riprendere il buon Giovenale “mens sana in corpore sano”.

Essendo i prodotti tipici del Mediterraneo particolarmente ricchi di questi composti bioattivi, si può affermare che tali prodotti sono di per se alimenti funzionali.

Ed ecco quindi come l’alimentazione cosiddetta mediterranea può divenire non soltanto la dieta giusta da seguire ma insieme ad una vita poco sedentaria un modello quasi di vita, che intreccia in sé buona alimentazione, profumi, colori, sapori, tradizioni, storia, ma anche cultura ambientale e rispetto della natura e delle sue stagionalità. Ormai è parecchio evidente che sono le nostre scelte ad orientare il mercato e il mondo, tutto parte e finisce da noi, tutto passa dalle nostre tavole: siamo ciò che mangiamo e mangiamo ciò che siamo.

E parlando di salute, è altresì evidente come l’abbattimento dell’incidenza delle patologie cronico-degenerative più strettamente correlate all’alimentazione, aumenta il benessere sociale e riduce la spesa pubblica.

Sono numerosi, infatti, gli studi epidemiologici che indicano l’esistenza di una correlazione tra alimentazione ed insorgenza di patologie varie: informazioni di questo tipo, anche se non definiscono il meccanismo fisiologico, danno indicazioni importanti sullo sviluppo di linee guida per la preparazione e la conservazione di prodotti alimentari. Inoltre, le componenti potenzialmente dannose talvolta presenti nella catena alimentare pongono in costante discussione la sicurezza degli alimenti.

La maggior conoscenza dei composti presenti nelle matrici alimentari mediterranee e il mantenimento della loro bioattività lungo la filiera, fino al consumatore, è un fattore importante anche nel sostegno dei prodotti alimentari italiani sui mercati esteri. In campo agroalimentare il concetto di qualità si riveste di innumerevoli accezioni, tra cui c’è anche quello dell’igienicità, che gioca un ruolo basilare, poiché la purezza e la sicurezza del prodotto sono considerate una “conditio sine qua non”, una caratteristica di base essenziale affinché l’alimento stesso sia fruibile. I recenti sviluppi scientifici hanno contribuito normalmente ad accrescere, da una parte le conoscenze sulle possibilità e le fonti di inquinamento e contaminazione, dall’altra le competenze e le tecniche per prevenire e/o porvi rimedio.

Insomma è chiaro, gli spunti sono davvero tanti ma tutti imperniati su un concetto: mangiare bene per vivere bene. E non ci stancheremo mai di sottolinearlo.

Nicola

                                        Dott. In Chimica

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